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Neonati: istruzioni e know how

Sebbene il “bonding” sia una grande risorsa per la neonata mamma e l’ossitocina sia ancora fortemente in circolo grazie alla suzione, all’allattamento, al profumo, alle carezze date, i primi approcci con il neonato sembrano spesso macchinosi e complessi, sin dal rientro a casa.

Molto spesso questo smarrimento è dovuto alla smodata preoccupazione del nutrimento del bambino, ma l’allattamento non è soltanto importante come norma biologica, bensì rappresenta il prolungamento simbiotico con la mamma, il recupero della fusionalità persa con il taglio del cordone ombelicale. 

Moncone ombelicale

Di quest’ultimo rimane segno tangibile mediante il moncone, che tanto cruccia le mamme nella cura.

Studi scientifici riportano che, in condizioni igieniche ottimali (quali quelle dei paesi industrializzati), è essenziale che il moncone ombelicale rimanga asciutto il più possibile, non a contatto con liquidi, polveri o altri presidi, avvolti da una garza sterile per velocizzarne la caduta che avverrà intorno al decimo giorno di vita del neonato. 

Ad allattamento avviato, è altrettanto importante rispettare la cadenza naturale dei pasti, offrendo al neonato l’esperienza dell’attesa, nella quale il neonato possa percepire l’essere separato dalla madre, eppure così protetto nella sua presenza.

Allattamento al seno

“Il bambino succhia, e appagato si addormenta e si abbandona, dorme, nuovamente si sveglia e ricerca il seno aprendo la bocca. In quel momento se la madre è presente e con la cove, con il dondolamento, con il contatto si fa riconoscere dal bambino, egli può reggere un certo periodo prima di incontrare di nuovo la mammella. (…) Spazio e tempo separano lui e la mamma dalla realizzazione del suo desiderio e quindi il bimbo capisce ed impara che la mamma non è più simbiotica, ma che è separata nel tempo e nello spazio, ma è presente e lo cura ugualmente.” (Giuliana Mieli, acquista il libro qui). Ed ecco che anche la separazione può essere porto sicuro nella crescita. 

La consapevolezza cresce assieme al corpo: intorno ai tre mesi il neonato, alternerà momenti in cui succhia e si riposa, per poi dedicarsi alla relazione visiva con la sua mamma, alla quale risponderà con dei sorrisi e sguardi complici, ormai segno di una più debole necessità del contatto fisico. È l’epoca degli oggetti transizionali (Winnicott), -oggetti morbidi al tatto, succhiabili- che fanno compagnia al neonato, immerso nel ricordo della sicurezza e presenza materna. 

È l’epoca in cui possono presentarsi le coliche gassose con attacchi, per lo più nelle ore tardo pomeridiane e serali, in cui il neonato appare agitato, piange e si rannicchia per ridurre il dolore provocato da un pancino molto teso e gonfio per la raccolta di gas.

Posizione prona sul braccio

Un periodo di sconforto, dunque, per la famiglia neonata che non trova modi per la risoluzione a questo pianto disperato, che spesso trova risacca nella suzione al seno materno, o nella posizione prona sul braccio del papà, o nel massaggio al pancino.

Fortunatamente è un periodo di stress che non coinvolge molti mesi di vita del neonato e coincide spesso con degli scatti di crescita significativi che prevedono irritabilità neonatale.

Neonato, istruzione affettive per l’uso: seconda parte

Ma con l’arrivo dei sei mesi il bambino non può più nutrirsi solo della mamma in senso lato, ma deve essere stimolato dalla presenza di persone che si scopriranno significative per la costruzione delle relazioni, ne è esempio silenzioso e discreto il papà.

Sembrerà sempre troppo lesta la crescita di quello che fino a poco tempo prima era solo un neonato, ma il tempo di introdursi al mondo dell’esperienza, del diverso da ciò che è solo la mamma, coincide poi con l’introduzione della pappa, con gradualità, che permette di assaporare il mondo assieme ai punti cardine della sua relazione fino a quel momento.

Svezzaento

Lo svezzamento, o per meglio dire, l’introduzione dei cibi complementari avvia alla conclusione del secondo trimestre dell’esogestazione, che consente alla mamma di contemplare con gradualità il tempo che si avvicina alla separazione dei primi passi con cui ergersi autonomamente. 

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“La recente scoperta dei “neuroni specchio” non fa che confermare a livello del funzionamento del nostro cervello la presenza di una sintonia, la necessità di dedizione, di uno scambio stretto che permette alla mamma e al neonato di intuire, imitare e condividere lo stato emotivo dell’altro. Alla luce di tutto questo la gravidanza, la nascita e i primi tre anni di vita dovrebbero essere blindati emotivamente ai fini della salute mentale e della prevenzione: una società consapevole dovrebbe investire in questa epoca della vita tutte le sue risorse umane ed economiche.” (Giuliana Mieli)

In questo le figure genitoriali sono ambedue importanti: se il femminile rappresenta sicurezza affettiva nella crescita, la figura paterna rappresenta il viatico nell’esplorazione del mondo, questo per il neonato che sarà poi un futuro adolescente ed uomo immerso nella società, e per ciascuna di questa fase dell’esistenza vivrà sempre la fisicità ormonale ed emotiva di un travaglio e di un parto, come separazione da una parte di sé stesso. 

Il detto “Chi ben comincia è a metà dell’opera” richiama il pensiero popolare degli inizi positivi, le scienze umane tutte, dal loro canto, ammettono che “non possiamo vivere la consistenza e l’intimità di un amore duraturo se in vita nostra non abbiamo mai avuto questa esperienza con nessuno” (Brazelton 2001). 

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E allora, forse, l’unica istruzione valida per ogni neonato è essere amato, con la consapevolezza di renderlo poi individuo sicuro ed autonomo.

articolo a cura di: Amalia Allevato,

Ostetrica Calabrese che, dopo aver conseguito la Laurea in Ostetricia presso l’Università degli Studi di Parma nel 2017, decide di tornare nella sua terra d’origine per portare le conoscenze del suo profilo professionale sul territorio. Attualmente formata come “Ostetrica Esperta in Analisi e Assistenza alle vittime di abusi sessuali” e nell’ambito della Riabilitazione del Pavimento Pelvico, accompagna le Donne nella costruzione del sé nelle diverse fasi dell’esistenza, sulle quali aleggiano processi di cambiamento psicologico, sociale ed individuale.
 

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