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Visite dopo il parto

Quando arriva un neonato, si vive  un periodo (quello dopo il parto) in cui hanno tutti bisogno di elaborare il nuovo assetto, fatto di emozioni  fortissime e vissuti intensi. Un inizio fatto di osservazioni e scoperte, di conoscenza, di sperimentazione, di una relazione che ancora non si sa come sarà ma che merita e assorbe tutte le energie a disposizione. Un periodo per prendersi cura, dove chi è arrivata/o catalizza le attenzioni e attrae irresistibilmente la curiosità di tutte le persone attorno. 

Così quelle persone,  vorranno conoscerla/o. E  così avrà inizio la delicata danza delle visite a casa

Una casa, che con un neonato cambia. Cambiano prima di tutto le dinamiche tra i suoi abitanti, ma si modificano anche gli ambienti, gli arredi, gli spazi, i tempi e i suoni.

Quando  lavoro con famiglie appena nate, non è raro che arrivino parenti o amici in visita anche mentre mi trovo lì con loro.

Sono occasioni preziose per guardare insieme cosa succede e sintonizzarsi sul proprio sentire. Perché è da lì che nasce tutto, dal sentire personale, che è sacro, e insindacabile: una preziosa sfumatura di quello che amo chiamare #ildirittoalbuoninizio è proprio la protezione di quel sentire, il bisogno del rispetto  da riconoscere a quel sentire.

E i neo-genitori non sanno ancora, o stanno rodando, il loro sentire rispetto alla presenza degli altri all’interno della loro nuova bolla, è un processo di scoperta.

Dopo il parto, come comportarsi

Sensazioni post partum e mondo del nuovo arrivato

Ci sono sensazioni dopo il parto che non penseresti mai di provare, prima di viverle, e quello che spesso registriamo insieme è proprio l’inaspettato non gradire alcuni comportamenti da parte delle persone che si affacciano in quella casa tutta nuova. 

C’è un mondo dentro, che non conosci tanto bene neanche tu, e un mondo fuori, che spesso non si presenta con la giusta delicatezza.

Tra i due mondi, quello che si può sempre migliorare è la comunicazione. Se da fuori imparassimo a chiedere e ad ascoltare la risposta. ad esempio, sarebbe una rivoluzione.  

Ingerenze esterne insopportabili da parte di amici, parenti e conoscenti dopo il parto

Ci sono quelli che citofonano, e tu ti chiedi come possa venirgli in mente. Quelli che arrivano con l’intento esplicito di vedere il bambino e di tenerlo un po’ in braccio, altrimenti cosa vengono a fare, perché di base non sono lì per stare con voi e magari chiedervi come state, ma per quella specie di vampirismo irresistibile spesso totalmente inconsapevole, tanto che sembra quasi scortese negarglielo e alla fine vi sentirete in difficoltà.

Ci sono i parenti troppo profumati, con maglioni pelosi o gioielli pungenti, quelli che hanno appena fumato, quelli che non si lavano le mani, quelli che vogliono svegliarlo altrimenti non lo vedono (giuro, esistono). Ci sono quelli che che vi seguono per le stanze, che vogliono vedere la poppata, che vogliono vedere il cambio.  

intromissione di parenti e amici

C’è chi guarda e si riempie gli occhi, e c’è chi guarda e si riempie la bocca di parole. 

Però le parole sono importanti, sempre, soprattutto in un momento di estrema delicatezza come quello in cui si accoglie nella propria vita un nuovo essere umano e la presa in carico della sua sopravvivenza, e si accende un allarme assordante quando fioccano pareri non richiesti, consigli, ammonimenti,  un po’ come succedeva in gravidanza ma ora dall’impatto tremendamente peggiore.

(Se è scattato l’allarme e avete una doula nei paraggi, chiamatela: insieme di solito si riescono a silenziare le sirene con soddisfazione!).

Leggi anche: 40 giorni dopo il parto, come affrontare il puerperio

Fortunatamente anche dopo il parto arrivano i buoni!

Ma ci sono anche quelli che parlano poco, che vi chiedono come state, e sanno ascoltare la risposta. Quelli che portano cose buone da mangiare, che non toccano il bambino ma che magari saranno contenti di riceverlo in braccio dalle vostre mani semplicemente perché risultano “calmanti”,  perché sanno trasmettere la non-bramosia di tenerlo.

Quelle persone che non faranno caso al disordine ma anzi vi lasceranno seduti preparando loro una tisana per voi, non meravigliandosi di interruzioni nei discorsi, restando un tempo giusto, offrendo una carezza che potrà assumere mille forme. 

come affrontare il periodo dopo il parto

Non esistono comportamenti perfetti, ma esiste il valore che riconosciamo alle nostre sensazioni.

Non avere paura di prendersi un periodo senza visite, nel periodo del puerperio

Esiste la possibilità di prendersi  un periodo senza visite, dopo il parto, senza il timore di offendere nessuno, semplicemente perché vi state conoscendo, ri-conoscendo nel nuovo assetto, e vi darete il tempo di presentarvi al mondo.

Esiste la possibilità di sentirsi, di vedere qualcuno e qualcun altro no, senza preoccuparsi che questo scateni malcontenti… perché sarà il vostro tempo, e il vostro bisogno di aspettarlo. 

Esiste la possibilità di filtrare, di cambiare idea, di scoprirsi diversissimi insieme agli altri da come ci si sarebbe aspettati.

La vostra casa è il vostro regno, non un luogo di relazioni diplomatiche, o certamente non lo è nel periodo del puerperio, quel tempo necessario per il riposo e la ripresa fisica, la riduzione di tutte le attività esterne per concentrare le energie all’interno, quel tempo che dovrebbe essere protetto per riconoscersi con i corpi, e re-sintonizzarsi con le anime. Siate i primi custodi di quel regno, e se necessario, delegate il ruolo di filtro ad una persona di fiducia. 

Un neonato ha una potenza evocativa di enorme portata: è una tabula rasa, rappresenta l’occasione per riscrivere una storia nuova, migliore, pulita: catalizza le attenzioni di tutti e i genitori, soprattutto la madre, possono non vivere benissimo questa situazione: oltre all’attivazione dell’istinto di protezione davanti a tutto quel clamore, d’improvviso finisce lo “stato interessante”, lei è nel pieno di un vortice di cambiamenti e solo in pochi, le chiedono come sta, come ci sta. 

Dopo il parto, come affrontare questo periodo

E allora, se da “dentro” , con quella madre, proveremo a dare un nome alle emozioni e guardare ai bisogni,  mentre ci troviamo “fuori” proviamo a settarci su una modalità diversa, in punta di piedi, chiedendo come poter essere d’aiuto, offrendoci di regalare il nostro tempo, nutrendo, sollevando, senza invadere, senza giudicare, senza impossessarci, come mi scrisse una mamma qualche tempo fa.

Perché il delicato arrivo di un nuovo abitante sia accolto soprattutto in senso ampio, nel rispetto e nel valore riconosciuto a coloro che se ne prendono cura, perché possano sentirsi attorno un calore che sia confortante,  grato e discreto.

articolo a cura di: Francesca Palazzetti
Doula  & Referente Certificata  Il Parto Positivo:Babybrains®
Instagram: 
mammafrau
Tel.3427847682
Roma
mail.frau@gmail.com 

Doula dal 2012 e in continuo aggiornamento,  tra le fondatrici dell’Associazione Mammadoula- L’arte antica di aiutare le mamme. Credo ne #ildirittoalbuoninizio , che #perprendersicurabisognariceverne ,  e che #nondovremmomailasciareunamadresentirsisola
Organizzo Laboratori Babybrains®, la piattaforma che rende accessibili ai genitori le scoperte scientifiche sul cervello dei bambini e il suo sviluppo, con lo scopo di rafforzare le loro competenze nell’accompagnarli nella crescita e nell’espressione di tutto il loro potenziale. Se il mondo si cambia un bambino alla volta, la conoscenza è lo strumento per rendere questo mondo migliore. Ogni individuo è unico e con l’approccio L.O.V.E. incoraggiamo i genitori a scoprire come crescere insieme ai bambini e a trovare le proprie soluzioni, senza risposte preconfezionate,  in un’ottica partecipativa e divertente.

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