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puerperio consapevole

Quante complicazioni questo puerperio! Tutte le volte che mi avvicino al letto di una mamma che ha appena dato alla luce un piccolo, tutte le volte che cerco le parole giuste per formulare gli auguri a questa donna nuova, mi ritrovo a comporre queste quattro parole: “Benvenuta al mondo, mamma!”

Perché è così, una mamma è stata generata col parto di suo figlio. Da quel momento è una potenza nuova e piena di “doni profusi da una dea” che deve conoscere e accettare con gratitudine. Vive adesso la separazione intima dal suo dono, ma ne guadagna proprio da questa un sodalizio eterno.

puerperio consapevole

È la “quiete dopo la tempesta”: il post-partum, che nelle due ore dopo l’espulsione della placenta rappresenta l’inizio del puerperio. Si assiste a fenomeni generali che riguardano gli organi e gli apparati che non sono stati direttamente coinvolti dallo stato gravidico, ma che indirettamente sono stati interessati da tutte le trasformazioni tipiche della gravidanza; e ancora si assiste a fenomeni locali che interessano il tratto genitale, con la formazione del globo di sicurezza e la successiva emostasi fisiologica definitiva, caratterizzata dai meccanismi di coagulazione del sangue.

Tutto questo con, in sottofondo cerebrale, ossitocina a rafforzare il legame madre-neonato, endorfine per mantenere sedato il sistema nervoso simpatico riducendo i livelli di catecolamine e favorendo così i picchi ossitocici, inducendo nella donna sensazioni di appagamento, benessere e apertura emotiva verso il proprio piccolo, e una drastica riduzione di quell’adrenalina che aveva caricato il nostro operato fino a poco prima. Il dolore sembra essere annientato da questa potenza atavica che compare tra le nostre dita.

Eppure, di lì a poco, ci ritroveremo a casa, a fare i conti con nuovi e sempre complessi compiti, incombenze legate ad ospiti in visita al nuovo arrivato, ci sentiremo incapaci, sfiduciate per quei pianti che non sappiamo decifrare, per quei segnali che facciamo fatica a carpire, per la stanchezza che ci fa chiudere gli occhi quando la nostra creatura succhierà al seno.

puerperio consapevole

E allora, mamma, proprio in quel momento: chiudi gli occhi!

Il tuo bambino mangia meglio se il tuo cuore batte calmo e sa fargli da ninna-nanna; il tuo bambino è più comodo se le tue braccia che lo accolgono non sono tese e macchinose; il tuo bambino ha più latte da succhiare se il tuo corpo non è afflitto da stress, ansie e disperazione.

Hai ragione, è tutto nuovo, gli altri provano ad aiutarti, ma a modo loro. Un tempo i quaranta giorni successivi al parto erano considerati un periodo “speciale”, in cui la neo-mamma doveva restare a riposo e dedicarsi solo al suo bambino, mentre le altre donne della famiglia si occupavano di tutte le incombenze domestiche.

Oggi la società è molto cambiata, ma le sei settimane del puerperio restano un momento particolare nella vita della donna. Il tempo sembra scorrere lento, perché il corpo e la mente hanno nuovi orizzonti cui rivolgersi.

Il puerperio è una fase di assestamento per quanto riguarda l’allattamento: mamma e bambino devono prendere confidenza con le poppate, l’organismo materno calibra la produzione di latte in base alla richiesta del bebè e la mamma vede crescere la sua fiducia in sé stessa e nelle proprie potenzialità di nutrire al meglio il suo piccino.

Ma purtroppo non sempre è così, perché le variabili su questo momento magico ed intenso nella diade sono numerosissime. Allora il consiglio che accompagnerà tutto questo intervento, vivetelo come l’abbraccio di chi tiene alla vostra salute: chiedete aiuto, non isolatevi, esistono tante figure professionali pronte a tendere la mano e le conoscenze, soprattutto l’Ostetrica.

Qualcuna di noi si offre di accompagnarvi nelle prime notti di rientro dall’ospedale, proprio per correggere quei volti corrugati ai primi tentativi di comprensione dei bisogni del vostro piccolo.

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L’assetto ormonale la fa da padrone, l’utero recupera le dimensioni precedenti alla gravidanza in 7-10 giorni, gli organi addominali e pelvici riprendono la propria posizione all’interno dell’addome in poche settimane e, se la futura mamma ha sofferto di gonfiori e ritenzione idrica, in pochi giorni il corpo elimina i liquidi in eccesso e la circolazione sanguigna torna alla normalità.

Se durante il parto si è verificata una lacerazione o se è stata eseguita una episiotomia, sono necessari alcuni giorni perché i punti di sutura si riassorbano.

Se la donna ha subito un cesareo, avrà bisogno di riposare ed evitare sforzi finché la ferita non sarà ben cicatrizzata.

Altre caratteristiche del puerperio

Infine, il puerperio è caratterizzato dalla presenza di lochiazioni, ovvero perdite ematiche che durano circa 3-4 settimane.

Inizialmente le lochiazioni durante il puerperio sono abbondanti e di colore rosso vivo, dopo la prima settimana cominciano a ridursi progressivamente, assumendo un colore rosato e un aspetto “sieroso”, fino a cessare del tutto. Allattando al seno, la durata delle lochiazioni si riduce poiché l’ossitocina (ormone che stimola l’eiezione del latte e la contrattilità uterina) favorisce l’involuzione dell’utero, riportandolo più rapidamente alle dimensioni originali. Ma non sempre la ripresa è così lineare, tante mamme riscontrano incontinenza, dispareunia, diastasi significativa dei muscoli retti dell’addome e tante altre manifestazioni negative.

E allora quando tutto sembra irreversibile, permettetevi la reversibilità del pensiero.

Anche in questo caso, affidatevi: a un’ostetrica esperta in riabilitazione del pavimento pelvico, a un gruppo di altre mamme che hanno riscontrato le vostre stesse difficoltà, non abbandonatevi, fate rete e vivete questo momento come rinascita e non come irrimediabile trascorrere del tempo.

È importante quindi che la neo-mamma possa contare sull’aiuto pratico di qualche persona di fiducia: il partner, una parente o un’amica che si occupino delle incombenze quotidiane.

Ma attenzione, per rendersi veramente utile questa persona non dovrà offrirsi di accudire il piccolo mentre la neo-mamma fa i doveri di casa! La mamma dovrebbe potersi riposare e concentrare sul bebè, mentre qualcuno si occupa del resto.

Evitiamo i consigli non richiesti e le critiche! La mamma ha bisogno che la incoraggino a fidarsi di sé stessa e delle proprie competenze. Meglio quindi “selezionare” gli aiuti e coinvolgere di più quelle figure che mostrano rispetto per le scelte della neo-madre.

Può capitare di sentirsi un po’ giù, complice anche il particolare assetto ormonale del post parto, viene chiamato Baby Blues.

Ma se la tristezza, anziché risolversi, si dovesse accentuare e durare troppo, è bene parlare di questa situazione con il proprio medico, con l’ostetrica di fiducia o con i professionisti del Consultorio.

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Non abbiate paura del giudizio degli altri, appendete questa alla porta d’ingresso:

“Quando una madre dice che è stanca, questo è tutto ciò che voleva dire!
Non ha detto che vuole lasciare suo figlio e dimenticare che lui o lei esista.
Quando una madre dice che vorrebbe un po’ di tempo da sola, solo per lei, questo è tutto ciò che vuole dire!…
Non ha detto che è dispiaciuta per essere una madre e che la maternità è stata un errore nella sua vita.
Quando una madre dice che ha bisogno di aiuto per fare le cose, è esattamente quello che intendeva!
Non sta dicendo che è incapace.
Quando arrivi a casa di una madre e noti la disorganizzazione, ciò non significa che ogni giorno quella casa sia disorganizzata.
Quando una madre dice che le piacerebbe uscire con i suoi amici, questo è tutto ciò che voleva dire!
Non vuole tornare ad essere “Single / non una madre” e come se non avesse alcuna responsabilità.
Quando una madre dice che è preoccupata e spaventata, ecco cosa intende! Non ha detto che sta per vacillare, e tanto meno è una codarda.
Quando ascolti una madre che urla, non significa che lei urla sempre, probabilmente ha parlato 300 volte con un tono di voce normale.
Quando vedi una madre nervosa, ai margini della follia, non significa che ogni giorno sia in quella situazione.
C’è un intero contesto, un’intera situazione.
Non inventare falsità per giudicare qualcuno, per non parlare di una donna che ogni giorno, in ogni momento, rinuncia alla propria vita per vivere la vita di un altro essere che lei sa essere molto più importante di lei.
Nel mondo non c’è umano in grado di arrendersi e donare tanto quanto una madre!
E meritano molta comprensione e meno prove.”

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A te, mamma appena nata, offro il mio aiuto! Non aver paura, ti tendo la mano!

articolo a cura di: Dott.ssa Amalia Allevato

E-mail: amaliaallevato@libero.it
Facebook: Amalia Allevato
Cell: 3487121592
Provincia di Cosenza

Ostetrica Calabrese che, in seguito al conseguimento della Laurea in Ostetricia presso l’Università degli Studi di Parma nel 2017, con il massimo dei voti, decide di tornare nella sua terra d’origine per portare la bellezza delle sue competenze professionali sul territorio. Attualmente in formazione come “Ostetrica Esperta in Analisi e Assistenza alle vittime di abusi sessuali” e nell’ambito della Riabilitazione del Pavimento Pelvico, accompagna le Donne nella costruzione del sé nelle diverse fasi dell’esistenza, sulle quali aleggiano processi di cambiamento psicologico, sociale ed individuale. Si occupa di Incontri di Accompagnamento alla Nascita, segue il puerperio a domicilio, organizza incontri di sensibilizzazione su diversi temi quali il menarca, lo svezzamento, la contraccezione e garantisce
una forma di assistenza personalizzata.

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